chi siamo
Circa 20 anni fa, nel centro storico della città di Cosenza, in Calabria, un gruppo di volontari ha iniziato un’attività di animazione. In quel tempo, il centro storico era caratterizzato da un forte tasso di dispersione scolastica poiché molti ragazzi non riuscivano a raggiungere l’obbligo scolastico; inoltre vivendo nel quartiere, i volontari hanno percepito altre situazioni di disagio: molti bambini venivano mandati in istituti per problemi familiari e molti ragazzi con disabilità fisiche e psichiche rimanevano chiusi in casa per difficoltà personali e strutturali (il centro storico è arroccato su una collina, e per chi aveva difficoltà di deambulazione uscire di casa rappresentava una grossa difficoltà).
Da attività di animazione si è pensato di creare un’esperienza di volontariato, nasce così, nel 1991, l’Associazione San Pancrazio e alcuni volontari vengono riconosciuti come obiettori di coscienza. Nel ’92, alcuni degli obiettori, decidono di vivere insieme e nel ’94 nasce, all’interno dell’Associazione San Pancrazio, l’Arcadinoè (il nome è stato scelto da un ragazzino e scritto per intero).
Quindi tutto ha inizio dal volontariato, esperienza molto forte da cui poi nel tempo sono nate relazioni consolidate. Inizialmente si sono svolte attività aggregative, ludiche, avviando momenti di studio alternati a pratiche di riscoperta culturale e di socializzazione. Si svolgevano piccoli lavoretti in modo molto semplice come il riciclaggio di cose in disuso e dei lavoretti a contatto con la terra come la raccolta delle olive e delle castagne; da qui nacque il desiderio di intensificare il rapporto con la natura e con gli esseri viventi, poiché si percepiva che queste dinamiche fornivano molti stimoli alla crescita personale, sia degli educatori e sia dei ragazzi. Il sogno era l’agricoltura, e questo sogno si realizza nel ’95, quando per caso si venne a conoscenza di un sistema di serre abbandonato che si trovava in un roveto di circa 10 ettari, in pieno stato di degrado dovuto a una serie di fallimenti. Il primo si ebbe negli anni ’60 quando venne finanziato un progetto di serri coltura che non andò a buon fine; in un secondo momento, intorno agli anni ’70, la struttura fu acquistata dall’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici - una delle prime associazioni in Italia ad occuparsi di persone meno abili) per avviare un progetto in queste serre con persone diversamente abili; ma purtroppo le cose non andarono in porto e negli anni ’80 la regione acquisì il posto, che alla fine fu completamente abbandonato. Dopo aver conosciuto la storia di questo posto, aver saputo che era nato per accogliere persone diversamente abili e soprattutto per il loro inserimento nel mondo del sociale e del lavoro, questi giovani ragazzi hanno pensato che questo era il posto giusto per loro e i loro progetti. Da qui un ulteriore passo in avanti della Comunità Arcadinoè, che senza progetti particolari ha deciso di occupare il terreno (solo dopo anni riconosciuto legalmente) con la sola voglia di ri-costruire. Ricostruire non solo lo spazio fisico, ma ricostruire ripensando a una vita insieme in questo posto, una vita comunitaria, partendo da un ascolto della Parola che diventa ascolto di se stessi e degli altri, dei propri bisogni e dei bisogni degli altri. Una famiglia-comunità dove ognuno trova il proprio senso di vita, con tutti i limiti e le debolezze insiti in ogni uomo, sempre nella logica del gruppo, della socializzazione, dello stare insieme, di una casa aperta a tutti.